Guida allo stile
Quando il matrimonio è quello di tuo figlio la domanda arriva sempre nello stesso ordine: prima il colore, poi la lunghezza. In atelier ce la sentiamo fare al telefono ogni settimana, quasi sempre con la stessa premessa: non vorrei sbagliare.
La verità è che sbagliare è difficile, se si conoscono tre o quattro regole non scritte. Le abbiamo raccolte qui così come le spieghiamo alle mamme che vengono a provare da noi: quali colori sono davvero esclusi, come mettersi d'accordo con la mamma della sposa senza imbarazzi e cosa funziona addosso a una donna che quel giorno starà in piedi per quattordici ore.

Il colore
Di che colore si veste la mamma dello sposo?
Partiamo dalla domanda numero uno, quella per cui ci telefonano. Le esclusioni davvero rigide sono due. La prima è il bianco in ogni sua sfumatura: avorio, panna, burro, champagne chiarissimo. In fotografia si leggono tutti come bianco, e quel colore appartiene alla sposa. La seconda è la tonalità già scelta dalla mamma della sposa, che per consuetudine decide per prima. Tolti questi due paletti il campo resta larghissimo, molto più di quanto si creda.
I colori che vediamo funzionare meglio sulla mamma dello sposo sono quelli profondi e luminosi insieme. Il blu, dal carta da zucchero al blu notte, è il più richiesto in assoluto perché sta bene a ogni incarnato e non teme la luce piena del pomeriggio. Il verde, dal salvia allo smeraldo, è elegante e meno prevedibile, e in chiesa rende benissimo. Il rosa cipria e il rosa antico sono perfetti per le cerimonie di primavera, mentre da settembre in poi vincono il prugna, il bordeaux e il testa di moro. Il grigio perla e il tortora restano la scelta sicura quando la palette del matrimonio è già molto definita e non vuoi rischiare accostamenti.
Sul nero la risposta è sì, ma con un accorgimento. Da solo, di giorno, può risultare severo e spegnere le foto: se lo ami, spezzalo con un accessorio luminoso oppure tienilo per un ricevimento serale. Stesso ragionamento per il rosso acceso e per le stampe vistose, che nelle foto di gruppo tirano l'occhio addosso a te. È esattamente quello che, in quelle foto, non deve succedere.
Il galateo
Chi sceglie per prima tra le due mamme
La consuetudine è chiara e vale ancora oggi: sceglie per prima la mamma della sposa, e la mamma dello sposo si coordina dopo. Non è una questione di gerarchia, è il modo più pratico di evitare che nelle foto compaiano due abiti dello stesso colore o della stessa identica lunghezza. Coordinarsi non vuol dire abbinarsi: vuol dire semplicemente non sovrapporsi.
Nella pratica si risolve in cinque minuti. Una telefonata, uno scambio di due foto e la questione è chiusa. Non serve concordare tutto nel dettaglio, bastano due informazioni: il colore e se sarà un lungo o un midi. Se le famiglie non si conoscono ancora bene, di solito è la sposa a fare da tramite, e va benissimo così.
C'è però un caso che ci capita spesso: la mamma della sposa non ha ancora deciso e mancano poche settimane. In quel caso non restare in attesa. Scegli il tuo abito, comunica il colore e lascia che sia lei a orientarsi, perché le modifiche sartoriali vogliono il loro tempo e all'ultimo momento non si recuperano. Se vuoi sapere su cosa si sta orientando lei, abbiamo scritto una pagina apposta su cosa indossa la mamma della sposa.

La lunghezza
Lungo, midi o tailleur: cosa dice l’orario
La lunghezza non si sceglie per gusto, si sceglie per orario e formalità: è il modo più semplice per non sbagliare. Per una cerimonia del mattino o di primo pomeriggio il midi che sfiora il polpaccio è oggi la scelta più elegante e la più portata, perché unisce compostezza e modernità e si regge per un'intera giornata. Per una cerimonia del tardo pomeriggio, per una serale o per un ricevimento formale, un abito lungo da cerimonia resta insuperabile: dona portamento e in fotografia non sbaglia mai.
Il tailleur, giacca e abito oppure giacca e pantalone, è la terza via che moltissime mamme dello sposo scelgono e che noi consigliamo volentieri. È comodo, si porta con naturalezza anche da chi non indossa mai un abito lungo, e la giacca risolve da sola il problema della copertura in chiesa. Un completo con pantalone morbido in crêpe o in raso ha la stessa dignità di un lungo, a patto che il tessuto sia importante: è lì che si vede la differenza tra un abito da cerimonia e un abito da ufficio elegante.
Il corto sopra il ginocchio è l'unica lunghezza che sconsigliamo per il ruolo di mamma, a qualsiasi età. E se la cerimonia è in chiesa vale la regola di sempre: spalle coperte durante il rito, con una manica al gomito, un bolero o uno scialle coordinato da togliere al ricevimento.
Un consiglio su misura
Non sai se il colore che hai in mente va d'accordo con quello scelto dalla mamma della sposa? Scrivici: ti diciamo cosa funziona e cosa no, senza impegno.

Dopo i 50 e i 60 anni
Coprenza, maniche e comfort dopo i 50 anni
La maggior parte delle mamme dello sposo che vestiamo ha tra i cinquanta e i settant'anni e arriva in atelier con la stessa richiesta: coprire le braccia. È una richiesta legittima e si risolve benissimo, senza rinunciare a niente. La manica al gomito o la manica lunga in pizzo o in tulle è la soluzione più elegante che esista, perché copre e insieme lascia intravedere: non appesantisce la figura come farebbe un tessuto pieno.
Le altre attenzioni sono poche e molto concrete. Una scollatura a V o a barchetta allunga il collo e illumina il viso molto più di un girocollo alto. Un tessuto con un minimo di struttura, come il crêpe pesante o il mikado, sostiene la figura e non si stropiccia quando ti siedi, mentre i jersey leggeri segnano tutto e a fine giornata si vede. Un taglio a linea A o leggermente svasato sotto il punto vita ti lascia libera di stare a tavola, alzarti e ballare senza aggiustarti nulla.
Sul comfort non si transige, perché la giornata comincia alle dieci del mattino e finisce a mezzanotte: tacco medio e stabile, mai nuovo di giornata, e un abito che ti permetta di abbracciare le persone senza pensarci. Se porti una taglia morbida, la nostra selezione curvy con vestibilità studiata nasce esattamente da queste esigenze.
Il coordinamento
Coordinarsi con tuo figlio e con la cerimonia
C'è un dettaglio che le mamme dello sposo curano e che nelle foto si vede: l'accordo con l'abito del figlio. Non serve un abbinamento letterale, anzi è meglio evitarlo. Basta che i due registri non litighino. Se lo sposo indossa un abito da sposo blu o grigio, un tuo abito nella stessa famiglia di toni ma di intensità diversa crea continuità senza sembrare una divisa. Se ha scelto un tight o uno smoking, il tuo abito deve salire di formalità e il midi al ginocchio esce dal registro.
Guarda anche la cravatta, il gilet e la boutonnière: sono i punti in cui il colore dello sposo si vede davvero, e sono quasi sempre coordinati con i fiori della cerimonia. Se vuoi capire come ragiona chi sceglie l'abito da uomo, la nostra guida sui colori dell'abito da sposo ti dà il quadro in pochi minuti.
Infine il luogo, che decide più di quanto sembri. Una cerimonia in chiesa chiede spalle coperte e lunghezze sotto il ginocchio. Una villa con giardino permette tessuti più leggeri, ma pretende un tacco che non affondi nell'erba. Un ricevimento serale in sala apre ai colori profondi, ai ricami e ai tessuti che riflettono la luce.
La mamma dello sposo più elegante che abbiamo vestito non era quella con l'abito più bello: era quella che non ha dovuto pensarci per tutto il giorno.
Un consiglio dal nostro atelierGli errori da evitare
Bianco, avorio, panna e champagne
In fotografia diventano tutti bianco, ed è il colore della sposa.
Scegliere prima della mamma della sposa
Per tradizione decide lei per prima: una telefonata evita due abiti gemelli.
Arrivare tardi alle modifiche
Orlo e vestibilità vogliono tempo: l’abito va scelto almeno due mesi prima.
Ti aspettiamo in atelier, a Roma
Vestire la mamma dello sposo è una delle cose che facciamo più spesso, e sappiamo quanto conti sentirsi a proprio agio prima ancora che belle. Nel nostro atelier di Via Mura dei Francesi 138, a Ciampino, trovi una selezione dedicata, una consulente che ti segue dalla prova alle modifiche su misura e tutto il tempo per decidere con calma. Siamo comodi da tutta Roma, dai Castelli, dall'EUR e dal litorale sud. Se vuoi partire dalle basi, leggi anche come si sceglie un abito da cerimonia.
Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni.
Di che colore si deve vestire la mamma dello sposo?
Sono esclusi il bianco e tutte le sue sfumature (avorio, panna, champagne), che appartengono alla sposa, e il colore già scelto dalla mamma della sposa. Funzionano benissimo il blu in ogni intensità, il verde salvia o smeraldo, il rosa cipria in primavera e il prugna, il bordeaux o il testa di moro in autunno. Grigio perla e tortora sono la scelta più sicura.
La mamma dello sposo sceglie prima o dopo la mamma della sposa?
Per tradizione sceglie per prima la mamma della sposa, e la mamma dello sposo si coordina dopo. Bastano due informazioni: il colore e la lunghezza. Se però mancano poche settimane e l'altra mamma non ha ancora deciso, scegli il tuo abito e comunicale il colore: le modifiche sartoriali vogliono tempo.
Le due mamme devono vestirsi dello stesso colore?
No, ed è anzi meglio di no. L'obiettivo è che nelle foto i due abiti non si confondano né stonino: colori diversi ma dello stesso registro, per esempio un blu notte e un verde salvia, sono la soluzione più elegante. Da evitare due tonalità molto vicine dello stesso colore.
Meglio abito lungo, midi o tailleur per la mamma dello sposo?
Dipende dall'orario. Per una cerimonia del mattino o di primo pomeriggio il midi è la scelta più portata; per una cerimonia serale o formale il lungo resta insuperabile. Il tailleur, con abito o con pantalone, è una terza via perfettamente appropriata e molto scelta dalle mamme dello sposo.
La mamma dello sposo può vestirsi di nero?
Sì, ma con attenzione. Un total black diurno può risultare severo e spegnere le fotografie: meglio illuminarlo con accessori o gioielli, oppure riservarlo a un ricevimento serale. Nelle cerimonie di mattina preferiamo suggerire un colore più festoso.
Come si veste la mamma dello sposo dopo i 60 anni?
Con una manica al gomito o lunga in pizzo o tulle, che copre le braccia senza appesantire, una scollatura a V o a barchetta che illumina il viso e un tessuto con struttura come il crêpe pesante o il mikado, che sostiene la figura e non si stropiccia. Tacco medio e stabile: la giornata è lunga.
Abiti per la Mamma dello Sposo
La nostra selezione dedicata, da provare in atelier a Roma.